person ready to blow a whistle

Terzo dei romanzi di Emmanuel Carrère, I Baffi esce nel 1986 con il titolo francese di La Moustache.

Centocinquanta pagine inquietanti costruiscono una trama apparentemente semplice.
Il protagonista, un pubblicitario senza nome, decide di tagliarsi i baffi e di fare uno scherzo alla moglie Agnes. Da allora la sua vita cambia radicalmente e le certezze di prima si sgretolano in un crescendo di cadute e riprese, fughe e allontanamenti che portano il lettore a un senso di asfissia e perdita di equilibrio.

I Baffi del protagonista e il loro brusco taglio sono però solo l’espediente di Carrère per scomporne l’identità e ricostruirla in una scacchiera di specchi in cui i pezzi smettono di combaciare e ne formano un’immagine distorta.

A lei i suoi baffi piacevano, e a lui pure, del resto, anche se dopo tanto tempo si era disabituato alla propria faccia glabra: non poteva non esserne certo. In ogni caso, se il nuovo look non fosse piaciuto a nessuno dei due, avrebbe sempre potuto farseli ricrescere, ci sarebbero voluti dieci, quindici giorni, durante i quali avrebbe sperimentato una diversa immagine di sé.

Eppure, qualcosa va storto e i personaggi corali che circondano il protagonista e contribuiscono a costruirne l’esistenza, dai colleghi agli amici e alla famiglia, capovolgono l’ecosistema dei suoi punti fermi in un relativismo in cui lui e la moglie Agnes si scambiano il ruolo del coniuge pazzo.

Agnes non riusciva a dissimulare il proprio sollievo. Come se adesso, dopo la telefonata di Jérome, tutto diventasse chiaro, e sarebbe andato a posto. Era pazzo, insomma, e lo avrebbero curato.

Il relativismo di questa follia costringe il protagonista a fuggire dalla nuova realtà che si è venuta a creare fino a trovare a una routine nuova, costruita su un’angosciante ciclicità e su un apparente equilibrio. Instabile. Ordinato. Del tutto incerto.

Il sussulto delle gambe e del ventre su cui lo specchio si spezzava, tesa e acquietata dalla certezza che adesso tutto era finito.

Se non vi siete ancora convinti, ecco i miei 3 motivi per leggere I baffi di Emmanuel Carrère

#1. E’ un romanzo breve: 150 pagine di prosa semplice e magnifica
Facile mettere d’accordo lettori accaniti e non lettori. Anche se non amate perdervi tra le parole scritte, amerete perdervi in questa storia, anche grazie a una scrittura semplice, paratattica e anche per questo pienamente intensa.
Ovviamente i lettori accaniti lo hanno già letto 🙂

#2. Il fiato sospeso
Il relativismo pirandelliano è solo un lontano accenno a questo vero e proprio thriller dell’immedesimazione. Non potrete che rimanere appesi alla storia con tutta l’angoscia e l’inquietudine di una storia horror in cui non potrete che chiedervi “e se succedesse a me?”

#3. Un inno al relativismo delle relazioni
Non potrete che interrogarvi sulla fragilità delle vostre relazioni e su come quel particolare che per voi è necessario per esistere e diventare l’Altro di qualcuno, in realtà, non sia mai esistito.

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