Eccoci qua. Come si inizia? Immagino con un “Benvenuti“.
Questo è il terzo blog che ho creato negli ultimi dodici anni: il primo è morto dopo tre mesi, il secondo dopo 2 anni. Direi un ottimo presupposto alla mia brillante decisione di crearne un altro che sicuramente avrà più successo degli altri.

Cosa è andato storto? Suppongo molte cose, e non voglio creare troppe aspettative: anche in questo caso il rischio è molto alto. Diciamocelo: se arriverò al prossimo anno direi che avrò superato ogni mia più rosea aspettativa.

Ma stavolta ho qualcosa che nelle precedenti non c’era. Ho un’idea di fondo comune a tutte le cose che vi racconterò da qui a nei mesi a venire. Ovvero, udite udite, sì, parlerò di Libri. Anzi non di tutti i libri, ma soprattutto Libri di narrativa.

“Ah beh”, direte voi, “allora cambia tutto: sarà sicuramente un successo!”.

E sì, perché quei pochi che ancora leggono i libri, di narrativa aggiungo, sono sicuramente interessati a un nuovo blog. Non ce ne sono già abbastanza. E c’è bisogno di una nuova Booklogger nell’universo delle centinaia di Booklogger sicuramente più brave e video geniche di me.

Quindi arriviamo al succo di questo blog. Perché leggere Lagregghy (che poi sarei anche io, nel Chi Siamo vi racconto proprio Chi sono. Pazzesco è?!?)

Partiamo dal perché no: non cercherò di farvi vedere quanto sono bella, intelligente, intellettuale solo perché leggo tanti libri e ve li consiglio per essere più belle(i), intelligenti, intellettuali. E magari aiutarvi a riempire il vostro feed di Instagram con bellissime foto di libri con tazzine e gambe mozzafiato (ok, questo forse un paio di volte l’ho fatto anche io). Ma andiamo oltre.

Quello che cercherò di di fare con questo blog è aiutarvi a capire che c’è un libro per tutto. Ma proprio per tutto.
Anche se con quel “tutto di cui stiamo parlando” parliamo di cose leggere, apparentemente inutili, ma proprio per questo così importanti nella nostra, diciamocelo, noiosa e insignificante quotidianità (qui mi rivolgo agli smartworker di seconda generazione, ndr.)

Per arrivare al sodo, all’inizio mi ero fatta un bell’elenco di categorie abbastanza rigide su cui strutturare questo sito, ma queste hanno cominciato a moltiplicarsi, e anche un po’ a confondersi. Quali sono i momenti buoni per leggere un libro?

La lista iniziava più o meno così:

  • Quando stiamo bene
  • Quando siamo annoiati, depressi o incazzati
  • Quando dobbiamo cenare o pranzare da soli. Oppure quando siamo in viaggio
  • Quando siamo stati piantati o quando dobbiamo mollare qualcuno
  • Quando ci separiamo, ci sposiamo, abbiamo figli, abbiamo bisogno di alchool o di sentirci bellissime(i).
  • Quando ci compriamo una nuovo paio di pantaloni a righe, o abbiamo un vestito a quadri che non sappiamo con cosa abbinare (un intellettuale è appena morto nello stato del New Jersey)
  • Quando aspettiamo la metro o l’autobus. Quando siamo sulla metro. O sull’autobus.

Insomma, i momenti sono così tanti che era impossibile categorizzarli tutti. Ecco perché questo blog nasce oggi partendo da alcuni momenti di vita reale, per cui un libro può essere la risposta giusta. E le occasioni sono così tante da non poter essere strutturate a monte, con rigidità.

Così quello che trovate qui è una lista di tag, di occasioni, di bisogni, che si moltiplicheranno con il tempo, ma uniti tutti dallo stesso fil rouge: un libro può essere la risposta.

Dal Moscow Mule in Isola, alla Vita che non vorrei, da un Paio di pantaloni a righe al Male di vivere ho incontrato.

Non vi prometto storie da copertina o matrimoni da favola: se riuscirò a pubblicare un contenuto ogni due settimane mi potrò ritenere più che soddisfatta.

Iniziamo con leggerezza. E lasciamo che il contenuto si scopra con calma.

Questa sono io, mentre simulo leggerezza tra le strade di Noto pensando al blog che state leggendo 😉

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